Non fissare nessuno negli occhi

Non fissare nessuno negli occhi, è maleducazione.
Mia madre me lo ha ripetuto per tutta l’infanzia e io per anni mi sono chiesta cosa ci fosse nella faccia del prossimo che non doveva essere guardato troppo a lungo. Se punti un seno, il sedere, la patta, un difetto fisico o un handicap, la maleducazione è già nell’intenzione: attraverso gli occhi stai imponendo all’altro il tuo giudizio, il tuo desiderio o il tuo disgusto e lo stai riducendo a una parte di sé che diventa improvvisamente il suo tutto. Ma cosa c’entrano gli occhi? Perché non dovrei fissare qualcuno negli occhi? Cosa c’è lì dietro di così pericoloso da non poterlo guardare dritto per più di qualche istante? Continue reading “Non fissare nessuno negli occhi”

Stare dentro

Marco si dispone a essere Palmiro dal primo momento delle prove e non lo molla fino a quando la regista non ci congeda. Non significa che lo interpreta di continuo, ma che sta “dentro” anche quando fa le battute fuori copione, anche quando è in pausa e fuma, sempre. Quando smette me ne accorgo perché cambia postura, umore e torna sé stesso. Continue reading “Stare dentro”

Procedenti ab utroque

Valentino dice che il problema delle professioni creative artigianali è di essere orientate al risultato finale. Per lui sono i processi il vero cuore della ricerca artistica e credo che abbia ragione. Preparare uno spettacolo mira certamente ad andare in scena al meglio, ma il giorno del debutto nessuno dice allo spettatore che la parte più interessante di quello spettacolo è successa tutta prima. Continue reading “Procedenti ab utroque”