Lei non sa chi sogno io

Ieri ero in Val di Susa, proprio nel luogo della lotta NoTav, per partecipare con altri scrittori a un dibattito sul ruolo delle narrazioni dal basso nella difesa dei territori aggrediti. Forse non c’entra niente con Grazia Deledda, eppure ho la sensazione di sì. È pensabile avere la forza di rifiutare la storia che stanno cercando violentemente di importi, se non ne hai una tua con cui difenderti? Se non hai di te stesso alcun sogno, come puoi pensare che gli incubi altrui non verranno ad abitarti, in forma di Tav o inceneritore, di base militare o trivellazione? Continue reading “Lei non sa chi sogno io”

Non fissare nessuno negli occhi

Non fissare nessuno negli occhi, è maleducazione.
Mia madre me lo ha ripetuto per tutta l’infanzia e io per anni mi sono chiesta cosa ci fosse nella faccia del prossimo che non doveva essere guardato troppo a lungo. Se punti un seno, il sedere, la patta, un difetto fisico o un handicap, la maleducazione è già nell’intenzione: attraverso gli occhi stai imponendo all’altro il tuo giudizio, il tuo desiderio o il tuo disgusto e lo stai riducendo a una parte di sé che diventa improvvisamente il suo tutto. Ma cosa c’entrano gli occhi? Perché non dovrei fissare qualcuno negli occhi? Cosa c’è lì dietro di così pericoloso da non poterlo guardare dritto per più di qualche istante? Continue reading “Non fissare nessuno negli occhi”

Stare dentro

Marco si dispone a essere Palmiro dal primo momento delle prove e non lo molla fino a quando la regista non ci congeda. Non significa che lo interpreta di continuo, ma che sta “dentro” anche quando fa le battute fuori copione, anche quando è in pausa e fuma, sempre. Quando smette me ne accorgo perché cambia postura, umore e torna sé stesso. Continue reading “Stare dentro”